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martedì 1 dicembre 2009

Propositi per il mese


In ordine cronologico.

1) Finire "Un cappello pieno di ciliege" della Fallaci (finora bellissimo).

2) Approfondire la conoscenza della discografia di Monsieur Aznavour.

3) Leggere "La scoperta di Milano" di Guareschi.

4) Andare a Vienna con Elisa.

5) Passare il Natale in famiglia.

6) Farsi regalare "La marcia di Radetzky" di Roth (Joseph), il Mangiarozzo 2010, un pigiama e un televisore ad almeno 32 pollici (meglio 37).

7) Traslocare in una casa edificata prima del 1899 e sopra il Po.

La solitudine dei figli lontani


Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai.
(Pier Luigi Celli, lettera al figlio pubblicata da Repubblica)


Tutto più o meno giusto. E comprensibile l'invito a scappare all'estero. Inutile la retorica (spesso onesta) di chi dice: resto per non darla vinta. Le cose - poche storie - stanno quasi sempre così, e le eccezioni (di cui m'illudo di far parte) si contano sulla punta delle dita di una mano.
Però, in questa lettera, manca qualcosa: una cosa importante. E' il motivo per il quale, qualche anno fa, ho deciso di rimettere in discussione tutta la mia vita e le certezze conquistate (una carriera all'estero e uno stipendio doppio di quello che prendevo prima in Italia) e tornare: perché all'estero puoi trovare un buon lavoro, farti qualche amico e magari incontrare pure l'amore, ma la verità è che un uomo, senza le sue radici, è sempre solo.

giovedì 14 maggio 2009

Per una volta, un po' di autopromozione


TV: A 'TERRA!' (GIOVEDì 14 MAGGIO, ORE 23,40 SU CANALE 5) RIFLETTORI PUNTATI SULLA FIAT

Roma - (Adnkronos) - "Fiat luce" è il titolo del nuovo appuntamento di "Terra!", il settimanale del Tg5 a cura di Toni Capuozzo e Sandro Provvisionato, in onda su Canale 5 in seconda serata. Provvisionato condurrà, dai cancelli dello storico stabilimento torinese di Miafiori, una puntata interamente dedicata alla Fiat, in relazione alle recenti manovre economiche dell'azienda di Torino volte all'acquisizione dell'americana Chrysler e della tedesca Opel. Apre la puntata un lungo reportage di Alan Patarga che, da Windsor (Canada), farà il punto sulle aspettative legate ai vicini stabilimenti automobilistici di Detroit. Lì, infatti, verranno prodotti i primi veicoli nati dal sodalizio di Fiat e Chrysler.

Giuseppe De Filippi traccerà un approfondito ritratto di Sergio Marchionne, ad del gruppo Fiat e principale artefice delle recenti fusioni intercontinentali dell'azienda italiana. Marco Corrias, a Russelsheim, sede del più grande stabilimento Opel, raccoglierà i pareri dei lavoratori tedeschi sul tentativo dell'impresa della famiglia Agnelli di acquisire gli assets del colosso tedesco dell'auto. Provvisionato intervisterà, invece, un delegato del gruppo sindacale Fiom, che esporrà le aspettative e le preoccupazioni dei lavoratori italiani in merito alle ultime manovre economiche del Lingotto.

Claudio Della Seta spiegherà, infine, quali modelli saranno
prodotti e in quali stabilimenti, qualora l'alleanza tra le tre case automobilistiche diventasse realtà. A concludere, Capuozzo
incontrerà l'esploratore Michele Pontrandolfo, ritornato in patria
dopo aver raggiunto a piedi, primo tra gli italiani, il Polo Nord
magnetico.

(Toa/Zn/Adnkronos)
13-MAG-09 14:01

domenica 3 maggio 2009

A proposito dei due editori

"Lavare i panni in famiglia talora è meglio che consegnarli alla lavatrice di Curzio Maltese".
(Andrea Marcenaro, Il Foglio, 2 maggio 2009)

domenica 7 dicembre 2008

Dunque


E' stato un mese un po' complicato e il blog ne ha risentito. Per la prima volta in undici anni, non lavoro più nella carta stampata, ma in tv. E non è un cambiamento da poco, perché all'improvviso scopri che hai ancora un sacco di cose da imparare. Però è bello. E' diverso, ma bello.

sabato 8 novembre 2008

Ciao, Gino


Era un grande giornalista, ma per me è stato soprattutto un maestro e un papà in uno dei momenti più difficili della mia vita. Poi, come a volte accade nella vita – che presto o tardi è sempre crudele – per qualche mese ci siamo persi di vista, perché di mezzo c'erano un lavoro che cambiava, un trasloco da fare, tante cose che si accavallavano. Così la solita telefonata per sapere delle famiglie, delle novità sul lavoro (mie) e sui nipoti (suoi) e per parlare di politica e della nostra Toronto ha finito per essere rimandata. Stamattina ho telefonato a casa di Gino Fantauzzi e, come tante altre volte, ho chiesto di lui. Ma Gino è morto lo scorso 12 marzo e non potrò parlargli mai più. Gli altri – gli amici e i giornali – lo hanno già ricordato come l'ex direttore del Corriere Canadese degli anni Sessanta, come il massimo esperto italiano di emigrazione e turismo, come l'ex inviato del Tempo che fece dire a Marshall McLuhan (era il febbraio del '78) che con le Br c'era una sola cosa da fare: staccare la spina. Hanno ricordato le interviste importanti, da quella ad Hailè Salassiè a quella fatta a Pelé, ma i miei ricordi sono altri: le chiacchierate in veranda nelle sere d'estate in Canada, le ciliegie "rubate" dall'albero della signora che ci ospitava, gli spaghetti con la "bomba" calabrese e i cipollotti e la sua amatriciana (forse la migliore che abbia mai mangiato), le passeggiate a College Street per vedere se da Giovanna c'era gente oppure no, le canzonette d'una volta cantate a squarciagola nel traffico di Toronto, le serate con Vito e Tony, l'aparecchio acustico che funzionava sì e no, il peperoncino sempre in tasca per ogni evenienza. Sono ricordi che non si perderanno mai, come il rimpianto di non esserci stato a dirti addio.
Ciao, Gino. E scusa il ritardo.

martedì 4 novembre 2008

Stanotte in diretta con la storia


Da mezzanotte alle 8 del mattino una no-stop di news e analisi sulla webradio dell'università Guido Carli. Dalle 6 alle 8 ci sarà anche il sottoscritto.

lunedì 1 settembre 2008

Big bang


Se è vero quello che dicono, vorrei si sapesse che sono felice di essere cristiano e di non dover votare più, ma soprattutto che ringrazio Dio per avermi fatto sposare una donna meravigliosa. Qualora avessi abbastanza tempo, però, vorrei finire un romanzo, fare almeno tre figli (meglio quattro, in maggioranza femmine), essere più padrone di me stesso e magari comprare questa casa. Direi che potrebbe bastare.

lunedì 14 aprile 2008

La lista pazza e un sms che sa di vita


Alle 15,30 sono andato a votare (come, si sa: c'era scritto tutto sia qui che sul Foglio). Alle 17,55 è nato Francesco, il primogenito di Lucia e Alberto (nella foto, accanto a me in primo piano). Andatela a spiegare a loro, la logica del voto utile. Oggi a Piacenza, a festeggiare il risultato delle elezioni nel posto più adatto: il reparto maternità.

giovedì 3 aprile 2008

Italia, un anno dopo.

Una moglie meravigliosa, una bella casa nel più bel posto d'Italia, il cane migliore che ci sia (e pure tibetano), il giornale dei sogni e una nuova carriera da cominciare. Qualche volta a rischiare tutto – e a dar retta alla nostalgia – ci si azzecca pure.

mercoledì 20 febbraio 2008

Un amico a Sanremo


Al liceo eravamo compagni di banco. Insieme abbiamo scritto un musical (bellissimo) mai messo in scena e girato un paio di cortometraggi. Poi abbiamo continuato a sentirci e, quando possibile, a vederci. Dieci anni fa mi disse che, di lì a dieci anni (cioè oggi), si vedeva "a ringraziare per il premio alla notte degli Oscar o a suonare l'organetto in una stazione della metro B di Roma". Beh, non sarà la notte degli Oscar, però martedì prossimo Andrea Montepaone dirigerà l'orchestra al Festival di Sanremo per l'esecuzione del brano "Il rubacuori" (arrangiato da lui) dei Tiromancino. E io sono troppo orgoglioso di lui.

mercoledì 12 dicembre 2007

Quant'è bella l'Autosole senza Tir (forse)


Martedì, ore 18,30 circa. Mi avvicino al casello di Mantova nord (Autobrennero) con le palpitazioni: quanti Tir incontreremo lungo la strada fino a Sinalunga? Le immagini dei tg, i titoli dei quotidiani di giornata lasciano poco spazio al dubbio: tanti, ne incontreremo tanti. Code interminabili di "bisonti" lungo le carreggiate, caselli bloccati, aree di servizio inservibili, traffico canalizzato (e paralizzato) lungo un'unica, risicatissima corsia di sorpasso. Questo ci aspettiamo, io, mia moglie e forse persino il cane. Perché il messaggio dei media era chiaro: l'Italia è nel caos, manca tutto. E noi dobbiamo attraversarlo quasi tutto, quel caos, passare per Bologna e Firenze, mica per Pescasseroli e Roccasecca. Vedrai che file ci saranno, vedrai.
Così ritiro il biglietto a Mantova nord, saranno le 18,38 o giù di lì. Faccio due conti: col traffico che ci sarà, se tutto va bene per ora di cena siamo a Rioveggio. Che, tradotto, significa una mezza salvezza: in quel paesino dell'appennino tra Bologna e Firenze, conosciuto più per il casello che per altro, c'è una delle pizzerie più buone d'Italia, sarà a un chilometro dall'uscita dell'A1, fa una pizza speciale (abbastanza alta ma non troppo, ingredienti eccellenti) e costa non il giusto, qualcosa meno. Te la do io, la Rustichella, penso.
In autostrada c'è nebbia. Sarà per questo che non si vede nemmeno un Tir nei paraggi, Stai a vedere che spuntano due fanali rossi a pochi metri quando meno te l'aspetti, meglio stare attenti. Passano i chilometri, e le due lucine rosse non si vedono. Passiamo Mantova sud, Pegognaga, Reggiolo, Carpi. Fino a Modena nord, quando c'è l'imbocco dell'Autosole (bel nome, se per metà è inghiottita nelle nebbie padane), di camion ne avremo visti tre o quattro, tutti stranieri (uno croato, uno ceco e un paio polacchi): il traffico, se così si può chiamare, è scorrevole. Anzi, proprio non c'è: qualche automobile che procede a velocità moderata per la foschia, qualcun altro che sfreccia per far vedere agli altri che lui, alla nebbia, c'è abituato. Fanno tutti così, quelli che s'ammazzano. Da Modena in poi la musica rimane la stessa: pochissimi autotreni, roba che forse – da queste parti – non ne passavano così pochi nemmeno nel 1959, quando l'autostrada era in costruzione. Negli autogrill, a giudicare dall'occhiata rapida che diamo loro passando da fuori, sembra tutto tranquillo. Siamo a Bologna, sono passate le sette e io comincio a sperare nell'ingorgo, perché sennò Rioveggio salta e si finisce a casa a mangiare due uova sode e un po' di insalata. Dopo un trasloco sarebbe troppo. A Rioveggio ci passiamo che saranno le 19,25 e l'ora sarebbe anche quella giusta, ma con un traffico (?) così perché sprecare soldi fuori se possiamo essere a casa in poco più di un'ora e mezza? Basta stringere la cinghia un po', quante volte s'è fatto per gli orari del giornale?
E sia, niente Rioveggio. DI Tir, nemmeno l'ombra. A questo punto prego che non compaiano proprio ora, che non colpisca la maledizione della Rustichella. Sarebbe davvero il colmo. Siccome lassù qualcuno deve amarmi almeno un po', dopo Bologna anche Firenze si presenta insolitamente vuota di traffico: persino i lavori tra Calenzano e Certosa non sono d'ostacolo, senza i bisonti in rivolta chissà dove. Certo non qui. Tra Incisa e Arezzo torna la nebbia, "chissà perché da qualche anno c'è quasi più nebbia dalle nostre (sue, ndr) parti che in Valpadana", si chiede Elisa. Alle 21 circa usciamo a Valdichiana-Bettolle-Sinalunga. Eccoli, i camionisti. Pardon, i padroncini. Sono fuori dal casello attorno a un falò, si riscaldano con qualche salsiccia, due castagne e un goccio di vin brulè. Non sarebbe male. A me, tra qualche minuto, toccheranno uova sode e insalata.

martedì 16 ottobre 2007

Ricapitolando


Nuovo fuso orario, nuovo stato civile (dal 28 luglio, vedi foto), presente fogliante, futuro (sempre) incerto. Benritrovata, Italia.